fbpx
Comunicati Stampa

La formazione degli arbitri: intervista a Matteo Liperini

Abbiamo incontrato Matteo Liperini, arbitro toscano classe ’82, che può vantare grande esperienza a livello nazionale e internazionale nei panni di direttore di gara e che da oggi riveste un altro importante ruolo, quello di Formatore presso l’Accademia Zonale degli arbitri.

La crescita del movimento passa necessariamente attraverso una formazione costante di tutte le componenti, fuori e dentro il campo. Che ruolo ha l’accademia degli arbitri e quali sono gli obiettivi ?
La Federazione si basa su quattro pilastri fondamentali: giocatori, allenatori, dirigenti ed arbitri, e di conseguenza credo che la crescita del movimento passi obbligatoriamente per la crescita di tutti. Per quanto ci riguarda, la nascita dell’Accademia Zonale/Regionale degli arbitri, va proprio in questa direzione, perché credo che non ci possa essere crescita senza una formazione, senza un continuo debriefing e scambio, e senza la pianificazione di obiettivi comuni e condivisi. Gli obiettivi di questa accademia sono:
– Pianificazione di obiettivi comuni e redazione di linee guida uguali per tutti, in modo da
garantire arbitraggi sempre più coerenti e consistenti;
– Valutazione delle performance dei singoli arbitri con conseguenti feedback mirati;
– Continuo scambio tra istruttori ed arbitri per capire al meglio quelle che possono essere le
varie problematiche in modo da poter mettere in atto piani correttivi.”

Quali attività sono previste nel percorso di formazione per un giovane arbitro ?
“Il primo raduno, che è stato effettuato il 7 gennaio 2018, è un esempio di quello che sarà il percorso di formazione di ogni singolo arbitro. Il corso è così strutturato:
La 1° parte in aula, in cui:
– Sono ascoltate le problematiche riscontrate dai vari arbitri durante i loro arbitraggi;
– Redazione condivisa di linee guida facendo capire il “perché” di determinati comportamenti (sono i ragazzi stessi, sotto la guida degli istruttori, a darsi le priorità e gli strumenti per raggiungerle);
– Visione di partite di arbitri di alto livello e successivamente visione delle loro stesse partite, per capire da dove partiamo e dove possiamo arrivare;
– studio del regolamento;
La 2° parte sul campo, in cui abbiamo:
– Lavoro per lo sviluppo delle prestazioni atletiche arbitrali;
– Simulazione di situazioni di gioco reali;
– Confronto con le squadre e gli allenatori, in quanto insieme alla conoscenza del regolamento, anche la conoscenza del gioco è un aspetto fondamentale per la crescita di un arbitro.”

Quali sono gli obiettivi nel breve e medio periodo per il settore arbitrale toscano ?
“Il nostro settore, grazie anche alla guida di molti arbitri esperti è sempre stato molto “fruttifero”in termini di reclutamento e formazione. Ad oggi per esempio abbiamo:
– 2 arbitri nel GRUPPO ARBITRI NAZIONALE 1”( tra cui un giovanissimo Riccardo Angelucci,
classe ’92, che sta facendo sempre meglio nel nostro massimo Campionato di Eccellenza),
– 4 arbitri nel GRUPPO ARBITRI NAZIONALE 2
– 7 arbitri nel GRUPPO ARBITRI NAZIONALE 3.”

Un consiglio che desideri rivolgere ai tuoi colleghi che stanno iniziando l’attività
arbitrale, per migliorarsi e calcare campi sempre più prestigiosi
“Lavoro, Umiltà e Rispetto: Lavoro, perché la crescita di un arbitro è una crescita continua per tutta la sua carriera ( in quanto è il gioco ad essere in continua evoluzione). Umiltà, ovvero mai avere la presunzione di essere arrivati (sempre testa bassa, contro tutto e tutti); il percorso è lungo e le difficoltà e le ingiustizie, insieme alle soddisfazioni, saranno molte. Rispetto, che dobbiamo dare se vogliamo riceverlo. Il lavoro di un arbitro non è facile e troppo spesso tutto questo viene dimenticato”

Skip to content