fbpx
Comunicati Stampa

Intervista al tecnico regionale Enrico Romei

Prato – 20/06/16

Di seguito, inviamo intervista al Tecnico Regionale Enrico Romei.

-Quale è il bilancio del lavoro svolto a livello regionale nel corso dell’anno?

Il bilancio segue quello degli anni passati, secondo un trend di crescita estremamente
positivo sia nella quantità che nella qualità del lavoro svolto sul territorio. Anche in questa stagione abbiamo coinvolto oltre 150 ragazzi nati nel 2002 e con l’ultimo TROFEO CONI oltre 130 under 13: test fisici, festival zonali, rappresentativa e sviluppo sono alcune delle modalità organizzative con cui abbiamo “messo in campo” atleti di tutta la regione, permettendo loro di crescere culturalmente sotto il profilo dell’autonomia, della presa di coscienza di quello che richiede un percorso sportivo agonistico e dell’organizzazione personale per avere una vita equilibrata tra studio, sport e socialità. I nostri gruppi hanno giocato un ottimo rugby nelle manifestazioni regionali e nazionali, ricevendo complimenti dai tecnici delle altre regioni: merito di ciò va per la maggior parte ai club, che stanno cambiando volto e sempre più investendo nella formazione, nel reclutamento e nella qualità della proposta giornaliera. Tali risultati non potrebbero venire senza un lavoro organizzato verso le esigenze dei ragazzi, con una proposta educativa motoria e tecnica di primo piano, indipendentemente dalle risorse e dalle dimensioni numeriche del club. Faccio un esempio: sono sempre di più i club che si stanno dotando di un motricista o che hanno deciso di aumentare di una lezione settimanale le attività nel mini rugby.

–Quali obiettivi per la stagione futura?
Continuare a lavorare assieme ai club, supportandoli nella crescita interna e nella formazione degli educatori. Il lavoro “in campo” con i ragazzi segue già una strada ben tracciata, vorremmo riuscire a lavorare anche sulla categoria under 12 rispondendo alle esigenze dei club ed ai loro bisogni.

-Recentemente si è svolto il Festival dei Centri di Formazione, al quale hanno partecipato le compagini dei Cdf Arezzo, Livorno e Prato. Cosa puoi dirci al riguardo?
Il festival dei Cdf è andato bene, con i gruppi toscani che hanno ben performato nei tornei di Roma e di Parma. I Nati 2000 protagonisti in queste manifestazioni sono il primo nucleo di ragazzi che ha beneficiato del cambiamento della filiera FIR, dove le competenze di formazione nella categoria under 16 sono passati dal comitato ai Cdf rendendo disponibili risorse umane ed economiche per la categoria under 14 e permettendo loro di vivere una formazione di tre stagioni sportive piene: abbiamo anticipato una forma lavorativa capillare e programmatica di un anno sportivo, utilizzando l’organizzazione e le modalità operative che si attuavano in under 15 nella categoria sottostante. Il risultato del lavoro, complementare a quello svolto nei club è sotto gli occhi di tutti e visibile domenica dopo domenica nei campionati regionali ed interregionali.

–Un consiglio per tutti i giovani atleti che praticano il nostro sport
Indipendentemente dal proprio vissuto, di organizzarsi per vivere la disciplina come uno sport agonistico e momento di crescita dell’individuo. Sicuramente il periodo della scuola primaria e secondaria di primo grado da la possibilità ai nostri ragazzi di vivere questa disciplina in maniera profonda, prima dell’arrivo della scuola superiore, primo momento di crisi nella storia sportiva di un ragazzo: sfruttiamo il minirugby e le categorie under 12 e under 14 per far stare quanto più possibile i nostri ragazzi sui campi da rugby!